Maria Montessori

Nata il 31 agosto del 1870 in una famiglia dell’alta borghesia, nipote di quell’Antonio Stoppani sacerdote rosminiano, scienziato e letterato celebratissimo nella seconda metà dell’Ottocento, laureatasi medico-chirurgo, nel 1896 è indicata come “vezzosa medichessa chirurga” dall’Illustrazione Popolare e le fotografie la rimandano splendente di femminilità, seducente e sensuale con abiti che mettono in risalto il vitino sottile, il busto florido tra pizzi e ricami.

È la prima donna italiana a conseguire la laurea in medicina! All’improvviso abbandona tutto il “ciarpame” femminile e si avvolge in drappi neri che la coprono dal turbante ai piedi, sfida tutte le regole del suo tempo interessandosi dell’umanizzazione della medicina, dell’innovazione dell’educazione infantile, si espone nelle prime battaglie femministe. Tra il 1899 e il 1900 dirige la scuola magistrale ortofrenica di Roma. Curando bambini deficienti e anormali, si convince di usare metodi sbagliati e incomincia ad elaborarne uno proprio. Il concetto d’educazione infantile che va maturando si basa “sull’amore impersonale”, con il quale educa i bambini abbandonati, o i figli degli operai del quartiere S. Lorenzo a Roma, aiutandoli “a adattarsi alla vita senza sacrificare la propria individualità”. Il metodo che va elaborando si basa sull’idea che il bambino non vuole giocattoli solo in funzione del divertimento, ma giocare per imparare. Dal 1907 nascono in Italia e poi all’estero le Case del bambino che seguono le sue indicazioni e nelle quali i piccoli possono liberare le proprie energie represse. Negli anni si allontana dal positivismo, si mise in urto con tutte le correnti pedagogiche italiane, con i cattolici e con Mussolini che, dopo un apparente idillio, alla metà degli anni Trenta dirà di lei che è una gran rompiscatole.

Nel 1936 Maria Montessori se ne va in Olanda dove è conosciuta e apprezzata (anche Anna Frank frequenta una scuola Montessori, ed è ritratta al banco di una di esse nella fotografia che illustra l’articolo), poi se ne va in India, che considera la patria elettiva, muore nel 1952 in un piccolo villaggio del Mare del Nord. E, finalmente, dal suo testamento si ha la conferma di ciò che molti sussurravano: Maria Montessori ha un figlio. Un figlio segreto, illegittimo, un bastardo, abbandonato appena nato, mai riconosciuto legalmente, comparso al suo fianco anni prima, ma indicato come tale solo nel testamento, dove gli affida la continuazione della sua opera.
MARIA MONTESSORI DIETRO LO SPECCHIO DELL’ASTROLOGIA
Maria Montessori, una delle italiani più innovatrici del nostro secolo, donna di successo, ribelle e individualista, com’era nella realtà? Quando ce la descrivono tutta pizzi e trine, molto sensuale e fiera della propria bellezza è lei, è la sua vanitosa Venere nel Leone mentre la sensualità le deriva dalla Luna nello Scorpione che accentuava contemporaneamente l’intuito del segno natale, la Vergine. Mercurio nella Bilancia rafforzava la logica e il perfezionismo sempre della Vergine. Non avendo aspetti, il pianeta dell’intelligenza la portava su di un piano di astrazione totale, nel quale non avevano spazio i sentimenti, l’emotività. Ambiziosa senza dubbio, e con Giove nei Gemelli perfettamente opposto a Saturno nel Sagittario ancor meno incline al sentimentalismo che non ha nulla a che vedere con la sensualità. Era sensuale, e poteva esserlo in modo anche spinto, ed ecco il figlio avuto da un collega. Niente impediva loro di sposarsi, ma il bambino è partorito di nascosto, dato a una balia, affidato a una famiglia sconosciuta e poi a un collegio. Maria Montessori non ama i bambini piccoli.Lei è per il pensiero logico, astratto, un bambino è troppo poco, lei vuole occuparsi di tutti i bambini. E vedremo che questa caratteristica alberga anche in un altro mito dei nostri tempi: madre Teresa di Calcutta. Tornando alla Montessori, si dice che non abbia riconosciuto il figlio perché la madre Renilde n’aveva fatto una malattia, o perché le avrebbe intralciato la carriera. La realtà è semplicemente quella indicata: non aveva l’istinto materno. Se avesse voluto tenere il figlio accanto a sé, poiché non era indigente (era un medico famoso e forse l’unico su piazza secondo le sue biografe), avrebbe avuto mille modi per farlo, ma la cosa non le interessava. Lo ha ripreso quindici anni dopo, senza però mai riconoscerlo e presentarlo come sangue del suo sangue, perché era grande. E, poi, che cosa sarebbe successo se il ragazzo, crescendo con il suo metodo, non fosse stato perfetto? No, no, meglio stare alla finestra a guardare (si dice che lo andasse a trovare sotto mentite spoglie) e recuperarlo se avesse corrisposto in qualche modo alle sue aspettative. Era fondamentalmente ipocrita per carattere non solo per morale dei tempi, teneva alla facciata e poiché il brillante collega di cui si era innamorata non l’aveva chiesta in matrimonio, ha attuato una regola che si trova presso molti appartenenti al suo segno “se nessuno lo sa, non è mai successo” e la sua immagine pubblica restava senza macchia. Come Vergine, Scorpione e Cancro, inoltre, aveva una memoria d’elefante ed era vendicativa alla distanza: il padre del figlio sarà accompagnato del suo “atroce disprezzo”. Signori, non era una bimba stuprata, una povera ignorante sedotta e abbandonata dal signorotto di torno. Quando ha avuto il figlio era un medico di ventotto anni, anche vecchia per i suoi tempi se vogliamo. Era il classico sepolcro imbiancato, indicazione che si desume dal segno di nascita e dal Cancro, abitato da Marte e Urano in stretta congiunzione, da Saturno nel Sagittario: “fate quello che dico, ma non quello che faccio”, predicare bene, ma razzolare male, tutti luoghi comuni che ben le si attagliano, senza togliere niente alla forza e alla bontà delle intuizioni che hanno dato vita al suo metodo. Marte e Urano strettamente congiunti nel Cancro indicano che era capricciosa, impulsiva, caparbia, incline al fanatismo nella difesa delle sue idee, suscettibile e autoritaria con i più deboli. Eccentrica, esibizionista, narcisista, ipercritica, snob ed esterofila come indicano Mercurio nella Bilancia e Saturno nel Sagittario, perennemente scontenta e sempre desiderosa di essere dove non era. Il Cancro e Saturno nel Sagittario ne fanno una nomade.

Gli altri non la capivano? Benissimo. Primo, non faceva niente per essere simpatica, tutto le doveva essere dovuto per grazia divina, secondo questo le dava l’estro per poter assecondare sia la mania di persecuzione sia il desiderio di cambiare aria. Nel suo quadro non c’è niente di ciò che si suole definire qualità femminili, del cuore. Se non lo avessi saputo, non avrei detto d’istinto che è il quadro di una donna.
Grande innovatrice, sì, ma nel privato una viziata e prepotente, velleitaria a chiacchiere e si è sgonfiata davanti ad una prova procuratasi in prima persona. Lei, l’educatrice dei bambini, ha abbandonato suo figlio senza pensare al male che faceva a quella povera, innocente creatura. L’essere illegittimi a quei tempi, e fino a pochi anni fa, non era facile. Se il figlio l’ha perdonata, come sembra abbia fatto, personalmente, come effigie sulla banconota da mille lire, avrei messo la sua. Onore al merito dei bastardini!
Fonte: http://www.arcobaleno.net/personaggi/personaggi-del-segno-della-vergine/personaggi-della-cultura-della-vergine/maria-montessori/

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